• “L’invisibilità è la qualità fondamentale di un voltapagine: in scena, egli deve cercare di cancellare il più possibile la sua presenza, dando l’impressione che le pagine si voltino da sole. Il voltapagine ha il raro privilegio di sentire un pianista quasi come sente se stesso: sentire il suo canto sommesso, i gemiti che di quando in quando gli sfuggono tra i denti, lo schiocco sordo delle unghie contro i tasti. E non solo sentirlo, ma vederlo; studiarlo.”

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