• “Allora non solo io, pensa, ma tutti, che lo sappiano o no.
    Tutti pateticamente, inestricabilmente prigionieri di questo confuso
    doppiofondo, di questo repertorio dozzinale dove ciò che ci è accaduto è presto
    indistinguibile da ciò che abbiamo soltanto sognato, immaginato, imitato,
    desiderato, copiato, fuggevolmente, erraticamente percepito da quando siamo
    nati.
    Una ininterrotta rimasticatura, un immane doppiaggio.
    E sempre stato così, si chiede mentre lo scuote un secondo sternuto, nei secoli
    dei secoli? Che percentuale di autenticità, si mette febbrilmente a calcolare,
    avranno avuto i longobardi, i franchi? Del 77%? Del 90%? E i Comuni,
    l'Umanesimo, il Rinascimento, le pestilenze, gli assedi, le carestie, Violante
    di Baviera, Duccio di Buoninsegna? Tutti reali, tutti genuini come le cipolle
    di Paolino? Tutti macrobiotici? Vai a sapere, rinuncia soverchiato.
    Vai a vederci chiaro in questa esponenziale folla di mezze ombre, di semi-vivi,
    di tremule comparse, di impacciate controfigure che forse da tempo immemorabile
    popolano la Nobile Contrada della Terra.
    Prevaricatori tutti, falsificatori tutti, io per primo.”

Advertisement

Topics

Advertisement

Advertisement